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Che cosa serve al Nord?

Il circolo PD Alta Valle Seriana organizza per giovedì 17 ottobre, alle ore 20,45 presso l’Auditorium della scuola primaria di Clusone, un’assemblea pubblica con Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo, e Jacopo Scandella, consigliere regionale.

Sarà l’occasione per una chiacchierata a 360° sulla politica territoriale e nazionale, dal lavoro nei rispettivi enti locali fino alle prospettive per il governo del paese e per il Partito Democratico.

Introduce la serata Laura Poletti, consigliera comunale a Clusone; modera Daniel Cabrini, coordinatore PD Alta Valle Seriana. A seguire, dibattito aperto con il pubblico.

Non mancare!

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Eventi e manifestazioni

Giorgio Gori a Clusone: le foto e l’intervista

Giorgio Gori è in tour per la Lombardia. Il suo #gori100tappe è passato a Clusone durante la domenica 17 dicembre 2017. Le fotografie della giornata baradella del candidato presidente, scattate da Alberto Bigoni:

Il post di MyValley.it su come è andata, l’intervista a BergamoPost.it e quella ai microfoni di Valseriananews.it:

 

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Eventi e manifestazioni

Incontro con Giorgio Gori, candidato alla presidenza della Regione Lombardia

Gentile Signora/Signore,

alle prossime elezioni regionali si presenterà un’occasione storica: rilanciare una Lombardia d’eccellenza, una Regione capace di aprirsi al lavoro, all’innovazione, alla cultura e all’ambiente.

Avrei dunque il piacere di invitarLa domenica 17 dicembre, alle ore 18,15, presso l’Auditorium di via Roma 9 a Clusone, per raccontarLe cosa mi ha spinto a candidarmi alla presidenza della Regione Lombardia. Sarà l’occasione per conoscersi, per ascoltarsi e per definire insieme il miglior futuro possibile per la nostra Regione.

La ringrazio per l’attenzione e spero di vederla il giorno 17 dicembre.

Cordiali saluti,

Giorgio Gori

Sindaco di Bergamo, Candidato alla presidenza della Regione Lombardia

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Eventi e manifestazioni

Lancio dei Comitati per Giorgio Gori Presidente della Lombardia

La campagna elettorale per le regionali 2018 entra nel vivo e la Valle Seriana c’è: vi invitiamo mercoledì 4 ottobre 2017 alle ore 20.30, presso l’auditorium della biblioteca all’interno del Centro Culturale “Roberto Gritti”  Passaggio Sciopero di Ranica 1909 si terrà l’evento di lancio dei Comitati per Giorgio Gori Presidente della Lombardia con gli interventi dello stesso Giorgio Gori, di Roberto Bruni e Jacopo Scandella.

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Ridisegnare la Regione, valorizzare Bergamo

Immagine “Picnic Bay” di Rob Barber da Flickr.com

Editoriale di Beppe Facchetti pubblicato su l’Eco di Bergamo del 13 gennaio 2015:

Ridisegnare la Regione, valorizzare Bergamo

Non è solo questione di soldi. In tempi di scarsa finanza pubblica, è la progettualità che fa la differenza tra ordinaria amministrazione e visione dello sviluppo territoriale, puntando se mai a regolare con intelligenza il libero istinto di crescita dell’investimento privato, vedi Brebemi e operazione Percassi a San Pellegrino. Per Bergamo e la sua terra, Regione, Provincia e Comune capoluogo sono gli architetti di un futuro urgente. Le idee non costano, se sono buone si affermano. Dipendesse dai soldi, solo Roberto Maroni avrebbe un ruolo. Per Giorgio Gori, ci sono appena le risorse per fare l’ordinario, per Matteo Rossi non ne parliamo: non una lira per la parte politica, e dimezzamento delle competenze umane disponibili. Eppure, tutti e tre possono fare molto, se si coordinano. La politica non è aziendalismo, è costruire un futuro collettivo, e il pragmatismo lombardo può aiutare. Gori un segnale l’ha lanciato, quando ha deciso di ridurre imposte e procedure urbanistiche in cambio di nuovi insediamenti industriali innovativi. Non avendo soldi, ha scelto di rinunciare a chiederne una parte a chi può dare alla città quella crescita che l’Ocse raccomanda a tutto il nostro territorio. Parafrasando McLuhan, è il messaggio che conta, e questo non sfugge certo a Carlo Mazzoleni, che giustamente chiede pari attenzione per chi già c’è. L’innovazione, nell’era del web, non rispetta certo la cinta daziaria di un Comune, prova ne sia che il centro bergamasco più smart sta a Stezzano. Ma il segnale è chiarissimo, e qualifica una amministrazione. Vuol dire che Bergamo non vuole essere solo Accademia Carrara e Città Alta, turismo e cultura, né gestione burocratica di Ztl e orari dei negozi, ma intende stare, da protagonista, nel grande flusso dello sviluppo industriale avanzato. È così fin da quando i pionieri del tessile o Antonio Pesenti svegliarono il borgo sonnecchiante della loro epoca. Altri Comuni dovrebbero unirsi, all’insegna di una vera Grande Bergamo. E qui serve un coordinamento con la Provincia, finchè Delrio la lascerà vivere, perché il nuovo Statuto può essere lo strumento per favorire la condivisione delle buone pratiche. Rossi ha fatto i salti mortali per muoversi nel vuoto che gli si è voluto creare attorno, solo con qualche errore nelle nomine, e la cosa migliore che gli è riuscita è stata quella di far lavorare (gratis) assessori-non assessori in uno spirito di volontariato che fa contento il sentimento anti casta, ma che non potrà andar molto lontano. Eppure, la dimensione provinciale, in un territorio di  un milione di abitanti, è ancora indispensabile, perché occorre dar voce a 242 Comuni. Decisivo, infine, il discorso che riguarda il governatore della Lombardia, che ha in mano dossier decisivi per Bergamo come le ferrovie e le autostrade Pedemontana e Bergamo-Treviglio-Lodi,  ora fortunatamente con l’aiuto di un giovane assessore bergamasco, Alessandro Sorte, con Iacopo Scandella del Pd uno degli under 30 usciti dalle nostre urne. Nella recente delibera che ha dato alle Province, salvo l’agricoltura, tutte le vecchie competenze, ci sono sfide almeno da meditare in positivo. Maroni sogna la Lombardia a statuto speciale, ma questa è solo propaganda. Per il momento, sta tentando di fare una Provincia a statuto speciale, quella di Sondrio. Sarà che Sondrio è quasi l’ultima ridotta leghista, ma pensare ad uno Statuto specifico per le aree di montagna non è un’idea da buttar via. Potrebbe essere applicabile anche alla nostra montagna, dandole risorse e opportunità per non essere dipendente solo dal capoluogo? Quando si dice progettualità, è questo che intendiamo: ridisegnare da capo la Regione più sviluppata d’Europa, per realizzare al meglio la complementarietà di aree diverse ma omogenee, anche fuori dagli steccati antichi, ora che si vogliono abolire le Province e nasce Milano metropolitana. Anche la riforma sanitaria della Regione sembra muoversi in questa direzione, quando accorpa e spezza in due la Provincia di Bergamo riconoscendone la diversità socio economica, o ipotizza nuovi rapporti tra Bassa bergamasca, Alto cremonese e Lodigiano. Certo, ci vuole un gran coraggio e molta fantasia, ma il 2000 è già passato da 15 anni.

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Media News

La sicurezza si costruisce con l’accoglienza

L’Eco di Bergamo del 6 gennaio 2015 intervista Don Fausto Resmini:

La sicurezza si costruisce con l’accoglienza

Il vescovo Beschi alla stazione per l’inaugurazione della nuova mensa Posto caldo di Servizio Esodo Gori: restituita a don Fausto parte della sua carità

Laura Arnoldi

Un taglio del nastro pieno di emozioni quello di ieri per l’inaugurazione della nuova mensa Posto caldo, alla stazione delle autolinee. Molte le persone presenti per la consegna, alla vigilia della Festa dei popoli, del luogo che potrà accogliere fino a 64 persone per volta, offrendo loro un pasto nella struttura gestita dal Servizio Esodo. Un servizio che quest’anno raggiunge i 25 anni di «presenza in strada» e reso possibile, come è stato più volte ricordato, dalla disponibilità di tanti volontari. 

Un progetto che ha visto la collaborazione tra diocesi e Amministrazione comunale, e che vuole essere segno di attenzione per chi vive nella città, talvolta ai margini, in situazioni di difficoltà. Significativa la presenza della Giunta comunle, di consiglieri regionali, parlamentari e del ministro Maurizio Martina. 

Il vescovo Francesco Beschi ha sottolineato che «la benedizione di questo luogo è il ringraziamento per quanto si costruisce nella città anche attraverso un rapporto virtuoso tra Chiesa ed amministrazione che porta frutti positivi». Il vescovo ha ricordato quanto sia importante, nella sua esperienza personale, il luogo della stazione: «Sono figlio di un ferroviere e per me la stazione era la casa. È un luogo di transito per tutti, ricchi o poveri, lavoratori o turisti. Un luogo che ha anche bisogno di sicurezza, ma la sicurezza si costruisce con l’accoglienza. La lunga storia del Servizio Esodo rappresenta la fedeltà della risposta che si sta dando ai bisogni». Il vescovo ha poi richiamato l’invito di Papa Francesco «a servire i poveri, accompagnarli attraverso l’incontro e difendere le persone nella loro povertà».

«Questa struttura è una piccola restituzione all’opera di carità compiuta da don Fausto Resmini con il Servizio Esodo – ha sottolineato a sua volta il sindaco Giorgio Gori –. È nostro desiderio essere vicini agli ultimi. È uno dei temi presenti nella nostra agenda. Ci proviamo con un progetto ereditato dall’amministrazione precedente, ma la cui realizzazione abbiamo voluto accelerare». Gori ha ringraziato don Fausto, gli operatori, i 70 volontari che quotidianamente impegnano il loro tempo e non si occupano solo di distribuire pasti caldi, ma offrono ascolto e cura. 

Con la voce rotta dalla commozione, l’assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla ha evidenziato come quella di ieri sia la sua prima inaugurazione per un’opera pubblica, intesa come «luoghi in cui le persone vivono». Il progetto è stato modificato rispetto all’originale con un incremento di posti da 40 a 64, e uno spazio attiguo destinato alla sede dei City angels: «La nuova pianificazione – ha detto Brembilla – è stata condivisa con don Fausto, inaugurando quella che vorrei fosse una modalità di lavoro di progettazione partecipata da attuare anche in futuro».

La parola è stata poi presa da Maria Carla Marchesi, assessore per la Coesione sociale: «Quella che per tutti è sempre stata chiamata la “mensa di don Resmini” è caratterizzata dall’attenzione concreta alla persona, a cui prima di tutto è necessario garantire rispetto e dignità. La mensa è un luogo di transito e a chi è di passaggio l’amministratore deve offrire un luogo dignitoso». Come presidente dell’Assemblea dei sindaci, Marchesi ha ricordato che la mensa non è un aiuto solo alla città, ma anche a tutto il territorio della provincia e che i sindaci verranno sensibilizzati a sostenere l’opera.

«Il riconoscimento della persona è al primo posto, al di là dei diversi stili di vita» ha assicurato don Fausto, ricordando che è «la prima volta che in questa città si mettono al centro i poveri considerati cittadini». I poveri sono tanti, anche nelle periferie: «Non aspettiamo che loro vengano da noi – ha continuato don Fausto –. Chiesa e politica si incontrano per lavorare insieme, la prima ha sempre a cuore i poveri e li pone al centro; la seconda si occupa del bene comune». 

È lunga la storia del Servizio Esodo, nata dall’attenzione per chi viene per strada: «Dalla strada si deve ripartire, la strada è il vero volto della città» ha detto Fabio Defendi, coordinatore del Servizio. E a raccontare della vita della strada e dell’importanza di trovare ascolto sono stati due testimoni. Il primo, Renato, un tempo alcolista e all’età di 50 rinato, anche grazie al Patronato di Sorisole e al suo «condottiero» don Fausto; il secondo, Martin, brasiliano da 12 anni in Italia: «Sono veramente contento oggi per questa festa».

Infine, una preghiera di Padre David Maria Turoldo è stata recitata – anche in arabo, inglese e romeno – prima della benedizione.