Poste, no alla consegna a giorni alterni

Dal sito del PD Regione Lombardia:

POSTE, NO ALLA CONSEGNA A GIORNI ALTERNI

Il consiglio regionale approva una mozione che chiede la riapertura del tavolo di confronto

Il piano di riorganizzazione di Poste Italiane prevede che a partire da questo mese si introduca progressivamente la consegna della posta a giorni alterni in tutti i territori esterni alle aree metropolitane. Ciò significa, soprattutto per i piccoli centri, indebolire un servizio che già negli ultimi anni ha creato non pochi disagi alla popolazione. Numerosi sono infatti i comuni in cui ancora oggi il servizio viene effettuato a singhiozzo, con periodi di chiusura. Della vicenda delle poste il consiglio regionale si era occupato già lo scorso anno, quando l’azienda aveva deciso la razionalizzazione degli sportelli. È tornato sulla questione in questa occasione, con una mozione presentata dalla Lega e approvata martedì scorso. Al centro del testo leghista, complice la prima firma di un esponente bergamasco, c’erano solo i comuni di montagna, mancanza poi colmata in Aula. 

“Abbiamo votato a favore della mozione perché il problema indubbiamente esiste – spiega Jacopo Scandella -. Crediamo sia opportuno che Poste Italiane riveda il piano di razionalizzazioni per non penalizzare la montagna. Tuttavia, per onestà intellettuale, occorre dire che tra città e montagna le grosse differenze non si registrano nella qualità del servizio postale: quello che manca sono le garanzie su ospedali, scuole e infrastrutture. Sono quelle a determinare il futuro dei territori montani. Servono inoltre investimenti mirati per portare la banda larga in tutte le zone che ne sono sprovviste.”

“Non bisogna penalizzare i piccoli centri – dichiara Agostino Alloni -. Soprattutto dispiace che dopo pochi mesi da quando abbiamo affrontato il problema delle chiusure degli uffici postali siamo ancora qui a parlare di razionalizzazione del servizio, che in pratica significa sguarnire molti centri minori con una consegna che rischia di essere peggiorativa rispetto a una situazione già critica. Bene che si apra il tavolo, ma Poste Italiane non può ragionare in termini meramente economici perché eroga un servizio molto importante soprattutto per le realtà minori”.