Povertà: ecco cosa s’è fatto

Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole del Governo Renzi, pubblica una lettera su l’Eco di Bergamo del 7 gennaio 2015:

Povertà: ecco cosa s’è fatto

Ieri su queste colonne Franco Cattaneo ha giustamente richiamato l’attenzione di tutti sull’importanza dell’apertura del nuovo «Posto caldo» gestito dal Servizio Esodo nella nostra città e soprattutto sulla necessità di costruire concretamente interventi sempre più forti di contrasto alla povertà a livello nazionale. La questione è della massima importanza e deve davvero essere messa al centro dell’attenzione più di quanto non sia stato fatto in passato. 

Vorrei contribuire brevemente a questa riflessione dando innanzitutto conto delle cose fatte in questi ultimi mesi. La realtà ci dice che sono sei milioni gli italiani che chiedono assistenza alimentare. Tra di loro ben 420 mila bambini. 

Numeri impressionanti che non possiamo lasciare burocraticamente alle statistiche: sono vite, volti, esperienze umane che spesso nascondono drammi e solitudini. La stessa evoluzione demografica, sociale e territoriale del fenomeno ci dice quanto sta cambiando rapidamente questa situazione. 

Viviamo anni difficili, con un’emergenza alimentare crescente che richiede interventi concreti e rapidi. Allo stesso tempo abbiamo un patrimonio straordinario di energie fatto di migliaia di volontari, associazioni, enti no profit che si impegnano quotidianamente con strumenti di solidarietà e di reazione a questa situazione. L’esperienza Esodo di Bergamo è senz’altro una di queste e rimane per tanti, anche fuori dal territorio bergamasco, un riferimento assai prezioso. E proprio attraverso queste realtà riusciamo ad avere un sistema diffuso di assistenza che collabora attivamente con le istituzioni. Ma nonostante questo molto ancora deve essere fatto. Il 2014 è stato un anno di passaggio anche sotto il profilo dell’aiuto ai più poveri. Nella prima parte dell’anno abbiamo rischiato di non avere più i fondi per dare continuità al programma europeo di assistenza alimentare, ormai giunto alla fine anche per volere di Paesi come la Germania, gestito dal 1987 dal ministero delle Politiche agricole in collaborazione con gli enti caritativi come Fondazione Banco alimentare, Caritas italiana, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Banco delle opere di carità, della Croce rossa italiana e dell’Associazione Sempre insieme per la pace. 

Di fronte a questo rischio non siamo stati con le mani in mano. In sinergia con il ministero del Lavoro abbiamo costruito un piano di interventi a favore di chi soffre di povertà alimentare con una dotazione finanziaria importante. Fino al 2020 avremo oltre 400 milioni di euro dall’Europa, ai quali aggiungiamo settanta milioni di risorse nazionali. 

Nell’ultima Legge di stabilità abbiamo destinato al fondo di sostegno agli indigenti ulteriori 12 milioni di euro, cifra mai stanziata in questi anni nelle leggi di bilancio, che corrispondono per dare un esempio concreto a circa 20 mila tonnellate di pasta. Per l’emergenza di quest’anno abbiamo inoltre deciso di anticipare il massimo della quota di contributo nazionale fin da subito con i primi 40 milioni di euro per gli aiuti alimentari. 

Proprio nei giorni prima di Natale abbiamo consegnato oltre 65 mila tonnellate di prodotti agli enti caritativi che operano quotidianamente con noi, affinché possano essere garantiti pasti e pacchi alimentari a chi ne ha bisogno anche in questo periodo. Sempre con il lavoro del ministero dell’Agricoltura si è provveduto ad acquistare oltre 15 mila tonnellate di latte, seimila tonnellate di polpa di pomodoro, quasi cinquemila tonnellate di olio di semi e 1.740 tonnellate di formaggi. Con i bandi appena conclusi per ulteriori 8,5 milioni di euro si è provveduto all’acquisto di oltre 860 tonnellate di carne in scatola, 1.700 tonnellate di minestrone e più di 2.300 tonnellate di succo e polpa di pesca. 

A questi si aggiungono 17 mila tonnellate di pasta e farina acquistati con l’impiego di tutte le risorse disponibili per il 2014 del Fondo nazionale di aiuto agli indigenti e già consegnati.

Proprio il tavolo di coordinamento permanente promosso dal ministero delle Politiche agricole con le principali associazioni caritatevoli del Paese rappresenta oggi una delle esperienze più avanzate e vitali a livello europeo e dimostra concretamente come anche su questo fronte si possa operare in una logica di massima collaborazione, sia fra pubblico e privato che all’interno dello stesso mondo associazionistico.

Lavoriamo con tenacia anche sul recupero degli sprechi alimentari, perché solo in Italia si gettano via così ogni anno più di 10 miliardi di euro. È come se tutti gli italiani che hanno ricevuto il bonus Irpef da 80 euro li buttassero nella spazzatura ogni mese. Serve un salto di qualità anche su questo fronte, perché ogni italiano spreca in media 190 kg di cibo all’anno: una cifra incredibile che non possiamo tollerare mentre lo Stato riesce a garantire oggi tra i 10 e 15 kg di cibo per ogni indigente. 

Sicuramente c’è ancora molto da fare ed è giusto interrogarsi ogni giorno su come rafforzare rapidamente tutti gli interventi in un progetto coordinato in grado di essere sostenuto nel tempo dalle politiche pubbliche con l’apporto essenziale anche delle responsabilità private. È vero: l’approdo a un piano nazionale di contrasto alla povertà non è una facile meta. Difficile fare in pochi mesi quello che non si è fatto in molti anni. Ma noi abbiamo il dovere di fare passi avanti concreti e questo è il nostro impegno costante. Abbiamo ancora margini enormi sui quali lavorare e non c’è tempo da perdere.

Maurizio Martina